Abbiamo ascoltato le parole di Marco Valentini in una conferenza stampa per pochi intimi e per pochi eletti. Conferma del fatto che non esista una comunicazione univoca e che metta tutti nelle condizioni di lavorare. Non che avessimo bisogno di ascoltare le parole di un tesserato che ha difeso il proprio operato piuttosto che dar conto di un mercato fallimentare, ma anche sotto questo aspetto c'è tanto da lavorare.

Perchè si chiede la collaborazione dei giornalisti, però poi si selezionano sempre gli stessi per far parlare giocatori e dirigenti. Non sorprenda, dunque, che determinati organi di informazione godano di una certa simpatia mentre altri vengono tenuti all'angolo per motivi facilmente intuibili e che non rendono onore a chi dovrebbe mettere tutti sullo stesso piano. Ma va bene così. Tornando a quanto detto da Valentini, a mio avviso la sua conferenza sarebbe motivo sufficiente per esonerarlo subito. Oggi abbiamo veramente toccato il fondo.

La squadra va male? "Però con Breda saremmo salvi". "Cambiare guida tecnica non serve a niente"? Andatelo a dire a Sudtirol e Frosinone. La Salernitana segna pochissimo e non ha voluto investire per un attaccante? "Abbiamo Cerri e Raimondo, i migliori". E poi "se Cerri avesse segnato il rigore", "Se col Frosinone fossimo stati fortunati" e via con una serie di periodi ipotetici ai quali dovevano seguire le scuse per un mercato fallimentare. Ma davvero ci si voleva togliere dalle sabbie mobili della classifica con le riserve delle riserve di squadre nemmeno di primissima fascia?

Che fine ha fatto Girelli? Guasone, chi è costui? E altro che cinque milioni di euro di budget: tra entrate e uscite siamo quasi pari, conferma del fatto che nulla è stato tentato per salvare la Salernitana e per riscattare un anno e mezzo che sarebbe eufemistico definire disastroso. E poi Breda. Ok la storia, il capitano, il simbolo. Ma dal punto di vista tecnico proprio non ci siamo. Avevamo provato a vedere il bicchiere mezzo pieno, attirandoci critiche sui social. Dopo Palermo riteniamo invece fosse necessario un esonero già a fine primo tempo.

Squadra stanca, timorosa, senza idee, incapace di calciare in porta, messa sotto da chi era in crisi e con un allenatore sull'orlo dell'esonero. Sentire in sala stampa che la squadra fosse partita bene fa accapponare la pelle, così come la scelta di tenere fuori quei 2-3 elementi di qualità a favore di un Raimondo che è decisamente inferiore a quel Simy che invece scalda la tribuna inspiegabilmente. E poi basta ricordarci in che condizioni abbiano ereditato la Salernitana. Sono stati chiamati proprio per migliorare la situazione e se dopo tre mesi è tutto uguale vuol dire che sono responsabili quanto i predecessori.

E mentre Milan e Iervolino proseguono nella strada del silenzio, ricordiamo sempre che ovviamente la proprietà è la principale responsabile. A febbraio di un anno fa, quando la retrocessione era ormai certa, era d'obbligo chiamare Inzaghi, un maestro in B, e costruire con lui la nuova Salernitana. Invece quel genio di Sabatini, tra un Gomis, un Vignato e un Pasalidis, lo mandava via per prendere Liverani dandoci la mazzata finale. Disastri su disastri, con la successiva favoletta del progetto triennale...fatto di 17 prestiti e gente o a fine carriera o che ha firmato un annuale.

Insomma, un biennio horror con tante comparse che hanno fatto disastri e un protagonista che dovrebbe andare sotto la curva a spiegare il perchè non siano state mantenute le promesse. E se proprio non vuol dirlo ai tifosi e alla stampa locale, faccia come oggi: raduni 3-4 giornalisti e parli almeno con loro. Magari con qualche domanda scomoda in meno, come accaduto nell'intervista al sito ufficiale. 

Sezione: Editoriale / Data: Gio 03 aprile 2025 alle 00:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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