Marco Valentini conferma Roberto Breda. In una conferenza stampa riservata a pochi intimi, per buona pace di chi avrebbe voluto porre delle domande ritrovandosi puntualmente escluso per motivi che non si fa fatica ad immaginare, il ds ha pensato anzitutto a difendere il suo operato senza spiegare i motivi del fallimento del mercato di gennaio. Tanti se, tanti ma, poca concretezza: ma si sono accorti che stiamo retrocedendo?

Ecco le sue dichiarazioni: “Breda? Ha fatto dodici punti in undici partite. Più di noi hanno fatto Sudtirol e Frosinone. Noi saremmo salvi prendendo in considerazione l’era Breda. Non sono soddisfatto di come stanno andando le cose, meritavamo due-tre punti in più. Siamo in un momento in cui non riusciamo ad avere continuità. Per uscire da questa situazione bisogna cambiare passo. Situazione? Ha 300 panchine in serie B. E’ una bandiera, ci sta che sia dispiaciuto. Ma ha l’esperienza, la consistenza di allenatore e di uomo per uscire fuori.

Valutazioni post-Palermo? Si sono fatte ma non per la sconfitta e per il pubblico che rumoreggia. Ci siamo sempre confrontati anche dopo le vittorie. Per me è tutto normale perché a volte anche dopo i successi bisogna analizzare cosa non è andato e dopo misurarsi. Dopo Palermo, squadra molto forte e che ha vinto per due giocate individuali e con la squadra rimasta in partita fino alla fine, abbiamo fatto delle valutazioni. E pensavo che cambiare allenatore non servisse anzi, forse poteva essere il colpo di grazia. I quattro allenatori dello scorso anno ne sono la riprova.

Stagione? Bisogna capire da dove si è partiti. Sono stato chiamato dopo Catanzaro quando la società era preoccupata nel ripetere la stagione che aveva appena mandato in archivio, con una squadra destinata a retrocedere. Quando c’è stato il doppio cambio è iniziato un nuovo corso. Ma ora non si deve fare gli stessi errori dell’anno precedente, cercando di imparare.

Quando le squadre sono in difficoltà la cosa più facile per tutti è quella di cambiare allenatore per risolvere le cose. Ma non sempre è così. Tutte le squadre che lottano per non retrocedere, ad eccezione di Mantova e Carrarese, hanno cambiato allenatore. Tutte le squadre che erano impegnate nella lotta salvezza a dicembre lo sono anche loro. Quella non è la soluzione. Non bisogna farsi prendere dal momento.

Frosinone? Erano disperati quando sono arrivati a Salerno e poi hanno fatto quattro vittorie di fila. Io sono convinto che questa squadra possa scattare come hanno fatto loro.

Juve Stabia? La serie B richiede gente avvelenata. Le prime parole che ho detto alla squadra sono queste. La Juve Stabia ha motivazioni ma anche noi ne abbiamo tantissime: vogliamo rialzarci da questa classifica difficile, c’è unità e voglia di emergere e tirarsi fuori da questa situazione. Se loro hanno i loro obiettivi, noi avremo i nostri. Questa città non deve retrocedere. Abbiamo tutti i mezzi per tirarci fuori. Le chiacchiere contano poco, bisogna fare i fatti. Ora conta lavorare e cercare di migliorare perché la classifica ci impone questo.

Mercato? Abbiamo lavorato per migliorare la rosa. Ne ho presi nove ma non tutti titolari. Quello che vive la Salernitana lo vivevano anche altre squadre. Noi abbiamo preso rinforzi che dovevano darci una mano sia nell’undici titolari che per darci ricambi di qualità. Per caratteristiche ad esempio mancava sostanza e quantità e penso a Girelli e Zuccon. E se il loro minutaggio non è importante e perché ci sono calciatori che hanno qualità. Raimondo lo volevano dieci squadre di serie B e anche Cagliari e Parma.

Attacco? Cerri ha fatto la differenza ma poi il rigore di Cesena lo ha obbligato a perdere il colpo. Raimondo invece ha subito il contraccolpo psicologico. Io confido che abbiamo preso i due migliori attaccanti. Credo che questa squadra abbia un attacco inferiore solo a pochi organici. Con qualche gol in più avremmo avuti punti in più in un campionato che si deciderà alla fine”.

Pohjanpalo? E’ un giocatore che alla Salernitana ultima in classifica in serie B non ci sarebbe mai andato. Per lasciare la serie A avrebbe accettato solo il Palermo. L’operazione sarebbe costato 5 milioni di euro il cartellino, 2,5 all’anno per tre anni. Quasi 20 milioni di euro. Poteva essere poi un’operazione giusta?”

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 02 aprile 2025 alle 15:30
Autore: Gaetano Ferraiuolo
vedi letture
Print