Excusatio non petita, accusatio manifesta, dicevano i latini. E se la Salernitana ha scelto di uscire allo scoperto smentendo voci che stavano circolando con insistenza, evidentemente qualcosa di vero c'era. Del resto lasciar intendere che i giornalisti abbiano montato casi per puro gossip è esercizio triste quanto inutile, visto che i tifosi non hanno l'anello al naso e le cose le sanno giudicare da soli.

Del resto non è un'invenzione della stampa che ci siano stati confronti anche piuttosto accesi prima della gara con la Carrarese, tanto per fare un esempio. E non è finita qua. Perchè la sceneggiata di Adelaide l'abbiamo vista tutti così come l'insofferenza di alcuni giocatori durante la gara col Frosinone a causa di una prima frazione inguardabile, senza idee e con una squadra che soffriva a cospetto di un avversario modesto. Sicuramente fa piacere che il gruppo faccia quadrato e che lavi i panni sporchi in famiglia, ma parlare di gossip è proprio fuori luogo. 

Del resto un gruppo unito, compatto, che crede in quello che fa e ha voglia di salvarsi non proporrebbe mai prestazioni come quelle contro Carrarese, Frosinone, Pisa e, in parte, Brescia e Reggiana. Con alcuni giocatori che non hanno certo gettato il proverbiale cuore oltre l'ostacolo o che pensavano più a lamentarsi per la panchina piuttosto che a sostenere i compagni che erano in campo.

In attesa che si decida di dare a tutti gli organi di informazione la possibilità di intervistare un tesserato per porre anche domande un pochino più "scomode", ci chiediamo inoltre se sia stato mal interpretato Paolo Ghiglione che, nel post gara, ha lanciato una frecciata chiara allo staff tecnico con lamentele di natura tattica mentre Corazza rimarcava che, ancora una volta, la Salernitana abbia regalato un tempo all'avversario.

Caro Ferrari, è infine colpa della cappa nera se, dinanzi a 20mila tifosi e al termine di una settimana in cui tutti hanno spinto al massimo per aiutare la Salernitana, si disputi un'ora di gioco tra le peggiori mai viste nella storia all'Arechi? Cerri, sono i tifosi a non dormire la notte per il destino della propria squadra del cuore e la macchia per la retrocessione resterebbe alla città, alla provincia e all'ambiente, non certo a chi guadagnerà a prescindere centinaia di migliaia di euro tornando alle società d'appartenenza. Meno chiacchiere, meno alibi e più fatti. Per tutti. A Cesena è già ultima spiaggia.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 26 febbraio 2025 alle 14:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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