Che Iervolino sia il principale responsabile del biennio peggiore della storia della Salernitana non ci sono dubbi. Che Milan abbia fatto promesse ai tifosi senza mantenerle lo hanno raccontato i comunicati ufficiali e le dichiarazioni di chi era presente a quel famoso incontro di dicembre. Che Petrachi, Colantuono, lo stesso Martusciello abbiano sbagliato lo certifica la classifica, quella che conferma che la rosa è la peggiore del campionato.

Ora, però, bisogna prendere una decisione: trascinarsi verso la C senza nemmeno fare un tentativo o provare il tutto per tutto? L'ingresso in campo, nel finale, di Guasone in veste di centravanti è la fotografia del fallimento tecnico targato Valentini-Breda. Perchè conferma che l'attacco è scarso e non è stato rinforzato adeguatamente a gennaio. Perchè non si può far esordire un giocatore dopo tre mesi di panchina sperando sia lui a segnare il gol del pareggio. Perchè in 10 contro 10 si sono attesi dieci minuti prima di effettuare una sostitiuzione? 

Basta cambi ruolo per ruolo, basta aspettare il gol avversario prima di reagire, basta non convocare gli attaccanti di ruolo affidandosi ai giovani della Primavera o a gente come Raimondo che faticherebbe in Lega Pro, basta con questo 5-3-2 con calciatori offensivi che giocano a 40 metri dalla porta, basta rimembrare in che condizioni si trovassero i granata a gennaio disegnando tabelle e classifiche che non assolvono da alcuna responsabilità. Breda e Valentini sono stati, ad oggi, un flop. Non è un delitto, può succedere, fa parte del calcio. Ma è così.

E non esonerarli significa che la proprietà non si sta rendendo conto dei rischi che si stanno correndo e del fatto che parte della squadra non creda più in questo progetto tecnico. Iervolino, se ci sei batti un colpo. E se non arrivasse il licenziamento, sarebbe atto d'amore vero fare un passo indietro per non rovinare ciò che di bello è stato in un passato che rischia di essere offuscato.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 05 aprile 2025 alle 23:40
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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