La necessità di trovare nuove armi per dare l’assalto alla salvezza ma anche i primi bilanci e riflessioni. La Salernitana tira il fiato. Andrà in ritiro per ritrovarsi. Ore utili per ricaricare le pile ma anche per le valutazioni sul roster granata.

Soprattutto su quello che è stato l’apporto in termini di prestazioni e di numeri dal profondo mercato di gennaio in entrata attuato dal direttore sportivo Marco Valentini. Ritocchi in tutti i reparti, con calciatori diventati subito certezze nello scacchiere tattico di Roberto Breda e altri che hanno cambiato più volte posizioni nelle gerarchie del tecnico.

Dopo Cerri e Raimondo, Christensen, appena arrivato dalla Fiorentina, si è messo i guantoni e si è preso i pali granata senza più lasciarli. Da Pisa ha inanellato nove presenze con quattro clean sheet raccolti a suon di miracoli e parate determinanti (la prova straordinaria con la Cremonese e gli interventi con Brescia, Modena e Bari solo alcuni degli episodi col danese protagonista). A proteggerlo la verve e l’esperienza di Lochoshvili. Breda lo aveva accolto a poche ore dalla sfida con il Sassuolo, tempo necessario per lanciarlo da titolare senza mai toglierlo dal campo, se non per lo spezzone di gara finale con la Reggiana.

E poi c’è chi è emerso alla distanza: Zuccon è diventato indispensabile a centrocampo per intensità e dinamismo, Corazza ha scavalcato Njoh e garantisce tecnica e spunti in velocità sulla corsia mancina.

Si arriva alle note dolenti. Caligara doveva essere l’elemento in grado di colmare le lacune in mediana ma non si è imposto, fermato a Bari da un infortunio. Girelli si è fermato ad appena 89’ disputati. Guasone è fermo a quota zero, considerato per caratteristiche fisico l’alter-ego di Ferrari.

Sezione: News / Data: Gio 03 aprile 2025 alle 22:30 / Fonte: liratv
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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