Ora, ancora di più, tocca ai calciatori. Sono loro che devono dare tutto, sotto ogni aspetto, per tentare di salvare la Salernitana. Quando si cambia un allenatore aumentano le responsabilità sui giocatori. Perché, insieme al tecnico esonerato, vanno via anche gli alibi. Figuriamoci quando di allenatori ne sono stati cambiati quattro come nella stagione in corso.

E’ successo anche l’anno passato. La speranza è che ora l’epilogo sia diverso rispetto alla sciagurata retrocessione dalla serie A. Pasquale Marino si siede sulla panchina granata dopo Breda, Colantuono e Martusciello. Quattro allenatori in una stagione, come l’anno scorso con Sousa, Inzaghi, Liverani e Colantuono.

Contando anche Nicola e di nuovo Colantuono ad inizio 2022, sono otto gli allenatori e dieci le conduzioni tecniche diverse nell’era Iervolino. Senza dimenticare Sottil, sotto contratto per dieci giorni a giugno 2024. Tanti allenatori diversi così come sono stati tanti i direttori sportivi ingaggiati in tre anni. Nell’ordine: Sabatini, De Sanctis, Petrachi e Valentini, con Sabatini in due momenti diversi.

Senza dubbio troppi i cambi di allenatori e soprattutto di direttori sportivi che impediscono di sviluppare un benché minimo progetto. Ma adesso, al netto di tutti questi fattori, spetta ai calciatori allontanare la Salernitana dal baratro della serie C. Devono farlo principalmente per una tifoseria che, nonostante le varie mortificazioni, ha sempre mostrato attaccamento alla maglia.

Sezione: News / Data: Gio 10 aprile 2025 alle 18:30 / Fonte: Liratv
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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