L'ex direttore sportivo di Salernitana e Palermo Walter Sabatini è intervenuto a Radio MPA per parlare della sfida di domenica tra le due squadre: "Hanno entrambe bisogno di punti. Il Palermo ha il vincolo morale di aggredire la zona playoff e arrivarci. È una grande piazza con una società forte alle spalle come il Manchester City, è un obiettivo dichiarato e obbligatorio. La Salernitana ha bisogno di vincere perchè deve rimanere attaccata alla speranza della salvezza e quindi sarà una partita pressatissima, per la gente e per le squadre. Sono due club che si giocano quasi tutto, la Salernitana si deve salvare".

Si aspettava un campionato così deludente della Salernitana e vederla in penultima posizione?
"Non lo credevo anche se so che il campionato di Serie B è una via crucis, è durissimo e lunghissimo e ci sono ribaltamenti imprevedibili dei valori in campo da una giornata all'altra. Sapevo che il percorso sarebbe stato difficile ma non che arrivasse così. Continuo a non crederci neanche oggi ma faccio gli auguri più sentiti e che riesca a salvarsi direttamente senza i playout. Stesso discorso per il Palermo, ho vissuto tre anni eccezionali e sono stato bene. Ma anche i primi sei mesi a Salerno li ho vissuti con un'intensità e una partecipazione popolare a un progetto folle che non potrò mai dimenticare, rimane sempre nel mio cuore".

Può bastare questa Salernitana sparagnina di Breda o serve aggiungere qualcosa in più?
"Per vincere le partite devi mantenere un forte equilibrio in campo e non devi prendere gol. La solidità difensiva è la base di qualsiasi desiderio e qualsiasi speranza. Una squadra che si lascia attaccare e prende gol è difficile che poi riesca a ribaltare le situazioni ogni domenica, anche se la Salernitana l'ha fatto in 2-3 circostanze. Ora bisogna stringere i lacci e fare queste otto partite come se fossero l'ultima della vita. Breda sa benissimo come affrontare questo problema, è un ottimo allenatore che conosce e ama la piazza. Restituirà lo stesso amore da allenatore, deve creare i presupposti per uscire da questa situazione perchè siamo in troppi a star male per questo".

Qual è la percentuale di salvezza della Salernitana?
"Le percentuali non le do ma le subisco e poi ne ho fatto un mantra per i calciatori, provocatorio. Ora però non mi azzardo a ipotizzare una percentuale".

Quella percentuale del 7% fu importante.
"Ho fatto 30 anni di calcio anche ad alti livelli. La gioia, l'attenzione e la motivazione che ho ricevuto in sei mesi di Salerno non hanno riscontri nella mia vita. Sarà per sempre grato alla gente di questa città".

Quando potremo rivederla di nuovo in campo?
"Non prestissimo ma presto".

Se non fosse andato via dopo quei primi sei mesi, la Salernitana poteva salvarsi con Sabatini?
"È successo con De Sanctis, la stagione seguente fecero una squadra molto forte che non ebbe problemi a salvarsi. Da questo punto di vista non ho rammarico perchè la Salernitana centrò l'obiettivo della salvezza. È chiaro che nella mia mente c'era una sorta di progetto, senza mancare di rispetto a chi i progetti li realizza veramente nella vita, di calcio e di Salernitana che mi sarebbe piaciuto portare avanti perchè ritenevo e ritengo che Salerno rende possibile qualsiasi impresa. Se non c'è un sostegno popolare, sicuro e continuativo è difficile fare discorsi importanti. Salerno ha questo privilegio, è una città educata e civile e molto motivata. In quel momento nella mia mente c'era l'idea di portare avanti un discorso tecnico fatto di giovani, scommesse e non solo per costruire un ciclo importante. Però non è successo e non poteva succedere e mi dispiace. Ora pensiamo alla Salernitana che deve fare i punti necessari per salvarsi".

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 28 marzo 2025 alle 12:00
Autore: Lorenzo Portanova
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